giovedì 29 ottobre 2009

Fave dei morti


I pomeriggi del fine settimana, le sere d'estate e l'immagine dei miei nonni che se ne andavano sotto braccetto per la solita passeggiata: iemo a fà na caminata

L'autunno, l'aria che profuma di camino e caldarroste, il buio che arriva sempre più presto e il ricordo dei miei nonni ancor più vivo.
Non tornavano mai a mani vuote dalle loro passeggiate, un pacchettino per deliziarci c'era sempre ... pizza ... e
quando l'autunno faceva da sfondo al loro passeggiare
un sacchettino di carta bianca pieno di dolcini era il dono tanto atteso da me:)

Le fave dei morti!
Il dolce tipico che si prepara in occasione della festa dei morti, dolci biscottini dal sapore di mandorla.

Ognuno ha la sua ricetta, più dolci, meno dolci, morbide, croccanti.

Le mie preferite son quelle morbide!

Ingredienti
per circa 25 biscotti
leggermente croccanti fuori e con un cuore morbido

3 albumi, 200 gr mandorle pelate, 200 gr zucchero, 1 fialetta di aroma di mandorla, zucchero per decorare


Tritare al mixer le mandorle unite allo zucchero fino ad ottenere una sorta di farina.
Trasferire in una ciotola, aggiungere l'essenza di mandorla ed amalgamare.

Montare gli albumi con un pizzico di sale a neve ben soda ed incorporarli alla farina di mandorle e zucchero ( aggiungere gli albumi lentamente, fino ad ottenere un composto sodo da poter lavorare con le mani, avanzerà un pò di albume)

Prelevare delle piccole quantità di composto, formare delle palline e disporle ben distanziate sulla lastra del forno rivestita con carta forno ( si dovranno fare due infornate per poter adagiare ben distanti le palline).
Terminare ricoprendo ogni pallina con un pò di zucchero

Cuocere in forno già caldo a 150-160° (statico) per pochi minuti (8-12).
I biscotti saranno pronti quando avranno il bordo leggermente dorato e la superficie screpolata, devono risultare cmq bianchi.

Sfornare e far raffreddare.
Si conservano a lungo, se ne resta qualcuno:)


                            con questo dolce ricordo partecipo alla raccolta di meggY

lunedì 26 ottobre 2009

Le pupurate


Le giornate di festa portano sempre con se cari ricordi.
I ricordi di quando si era piccolini, di quando si andava a trovar parenti, di quando si mangiava quel dolce tanto buono che la nonna ci preparava con tanto amore.

I miei ricordi, legati alle feste che stanno per arrivare, sono sempre qui con me, anno dopo anno, per portarmi sia in una terra lontana ed in una casa ormai vuota, la casa in cui mia nonna ci aspettava e ci accoglieva ogni volta che andavamo da lei, sia a pochi passi da me, all’immagine dei miei cari nonni materni ma questa è un’altra storia che presto racconterò.

Proprio l’anno scorso, quando il mio blog aveva solo pochi giorni, il caro ricordo della terra lontana, della nonna paterna, voleva esser raccontato:
da piccola, durante le feste, i miei mi portavano a trovare i parenti.
i giorni di festa sono proprio quelli in cui in tutte le case si sentono i profumi della tradizione, dei ricordi.
Mia nonna, per la festa dei morti, ci faceva trovare sempre un dolce che profumava l'intera casa, delle ciambelle dal particolare sapore speziato e dall’indimenticabile ed inconfondibile profumo
le pupurate, un dolce che come tradizione vuole si prepara per la festa dei santi e dei morti.
non piacevano a tutti per via del loro sapore molto speziato ( cannella, chiodi di garofano, pepe ), ma io correvo subito a mangiarle.
Ancor oggi ricordo quel lontano sapore.

Con la voglia di ricordare me ne vado in cucina con l'antica ricetta.
Il profumo dolce e speziato invade la casa e come per magia lontani ricordi dolcemente riaffiorano.

Ingredienti per circa 8 ciambelle
500 gr farina 00
1 bicchiere scarso di olio di semi
100 gr zucchero
1 bustine di lievito per dolci
60 gr cacao dolce
150 gr vincotto pugliese
latte q.b.
scorza di ½ arancia
1 cucchiaino scarso di cannella in polvere
Mezzo cucchiaino di pepe nero (macinato al momento)
5 chiodi di garofano in polvere ( schiacciati con il mortaio)
70 gr cioccolato fondente a pezzetti
10 noci a pezzi
15 mandorle a pezzi


In una capiente ciotola versare la farina, il lievito, il cacao, le spezie, lo zucchero, l’olio, il vincotto.
Iniziare ad impastare con forchetta poi con le mani , aggiungere latte fino ad ottenere un composto che si può lavorare con le mani per farne delle ciambelline ( non deve essere troppo morbido).
Aggiungere noci, mandorle e cioccolato ed amalgamare.

Prelevare un po’ di pasta e formare delle ciambelle, adagiare su lastra ricoperta di carta forno.
Cuocere in forno già caldo a 180° per 20’-30' statico.
Sfornare e far raffreddare
Si conservano a lungo ben chiusi in sacchetti di plastica
 

con questa ricettina partecipo alla raccolta di Provare per Gustare

e alla raccolta di Silvia


giovedì 22 ottobre 2009

La raccolta e la ciambella


La raccolta


Nel campo, riscaldati da tenui raggi di sole, si raccoglie e si ricorda le giornate degli anni ormai passati quando, tra gli olivi, i nostri nonni ci insegnavano come fare.


Si chiacchiera, si ride, si scherza e si lavora, con la gioia nel cuore, la gioia di star tutti insieme in famiglia a tener viva una antica tradizione

Cassette, telo, guanti, rastrelli, tutto è pronto per la raccolta


Il telo viene steso a terra ai piedi della pianta pronto ad accogliere le olive.

Inizia la brucatura, l’antico metodo della raccolta a mano direttamente dalla pianta
Le mani scorrono sui rami sottili e flessibili, tirano via dolcemente i frutti maturi per farli cadere sul telo

Piccoli rastrelli ci vengono in aiuto per i punti più alti


Si recupera il telo, si separano le foglie dalle olive e queste vengono trasferite nelle casse

Ormai il lavoro più faticoso è giunto al termine


ora nn resta che caricare tutto il raccolto in macchina, destinazione frantoio


Il duro lavoro ha dato i suoi frutti. Soddisfazione, orgoglio e tanto gusto



L’antico rito del pane e olio ci regala tutto il gusto della semplicità e della tradizione


Il colore giallo verde, il profumo intenso, il sapore leggermente piccante dell’olio appena franto e la gioia di chi ha lavorato sodo per tenere viva un’antica tradizione di famiglia


La ciambella
Durante la raccolta alleati fondamentali sono il sole, il bel tempo, la luce, per cui si arriva nel campo e si lavora fin quando si può, senza sosta, per ritrovarsi al tramonto stanchi ma con la voglia di starsene tutti intorno alla tavola per gustare la meritata cena.

Salumi, formaggi, buon vino e una deliziosa ciambella ai formaggi e noci


E’ in bella mostra sul mese di ottobre del calendario di Pane Angeli, ogni giorno lì a far venire l’acquolina, così nn ho più resistito e l’ho provata con qualche modifica

Ingredienti:
100 gr yogurt bianco, 270 latte, 1 cubetto di lievito di birra da 25 gr, 450 gr farina 0, 1 uovo, 150 gr formaggio misto ( gorgonzola, caciotta, pecorino, asiago, …), 50-60 gr noci, sale, pepe, 1 cucchiaino di zucchero

Sciogliere il lievito e lo zucchero nel latte tiepido.

In una ciotola capiente setacciare la farina aggiungere il latte in cui si è sciolto il lievito. Mescolare con una forchetta poi aggiungere lo yogurt e l’uovo ed amalgamare impastando bene.
Coprire la ciotola con pellicola e far lievitare un’ora sotto le coperte.

Riprendere l’impasto, aggiungere sale, pepe, formaggi e noci tagliati a pezzi ed amalgamare.
Oliare e infarinare uno stampo per ciambella, adagiarvi il composto e far lievitare almeno mezz’ora.

Far cuocere in forno già caldo a 180° per 45-50’ circa, fino a doratura.
Sfornare, aspettare che si intiepidisca, togliere dallo stampo e far raffreddare su griglia.
 

Meglio se preparata il giorno prima.
Si mantiene morbida per diversi giorni

sabato 17 ottobre 2009

Tra la terra e il cielo

Tra la terra e il cielo si stagliano alti, forti, secolari, con le loro fronde argentee gli olivi.

Il dolce caldo autunno in questi ultimi giorni ha lasciato il posto al freddo, alla pioggia, al vento.



Un improvviso freddo invernale ci ha sorpreso senza lasciarci il tempo di pensare a quale giacca tirar fuori dalla parte più alta dell'armadio, quale maglioncino abbinare al nuovo paio di scarpe, senza farci fare con calma il cambio dell'armadio per rivedere i caldi golfini, le gonne di velluto, le sciarpe di lana quasi dimenticate.

Di corsa, il primo golfino di lana lasciato fuori per emergenza ( nn si sa mai anche d'estate può far freddo) mi viene in soccorso e un pò più calda cerco di tirar giù le prime cose che potranno riscaldarmi ( nn me l'aspettavo proprio questo freddo dopo la calda domenica d'autunno!)
calde coperte son pronte per la sera quando, tirate fin sopra il mio naso, mi regaleranno un sonno caldo e sereno:)

Il sole fa capolino tra i grigi nuvoloni e pian piano ritorna il sereno.
Il cielo azzurro, l'aria tersa, la terra ancora bagnata dalla pioggia e gli olivi carichi di profumati frutti ci aspettano!
E' il tempo della raccolta.

Ci attende un fine settimana all’aria aperta, tra la terra e il cielo, in mezzo a vecchi ulivi e ai loro giovani frutti.

Presto fin quando regge il sereno!
Ci mettiamo al lavoro fino al tramonto.

La sera, il camino con il suo tepore e il suo rassicurante odore ci accoglie in casa avvolgendoci in una magica atmosfera.
Durante la notte un suono familiare, quel suono che fa venir voglia di rannicchiarsi al caldo sotto le coperte guardando un film, leggendo un libro, ascoltando quel dolce suono che la natura ci regala.

Questa mattina, freddo ed umidità ci danno il buongiorno ... che voglia di restarsene in casa al calduccio!
Ma le olive ci attendono
il cielo grigio, una sottile pioggerellina e noi ben imbacuccati sotto gli olivi
in lontananza si odono tuoni mentre nuvole minacciose, cupe e cariche di acqua, decidono di intorrempere la nostra raccolta facendoci scappare al riparo

nn ci perdiamo d'animo! è l'ora della merenda:)))

Per merenda?! Un buon ciambellone!!

Quel classico dolce che con la sua semplicità regala dolci colazioni, golose merende

La ricetta?! È una ricetta molto diffusa, la ricetta che le nostre nonne, le nostre zie, le nostre mamme seguono quando sono lì in cucina e le vedi aggiungere un ingrediente dopo l’altro senza seguire un manuale, una rivista, un fogliettino scritto a penna, senza seguire l’ago di una bilancia o altri misurini ma …
A occhio!!!
Questo è il mio

450 gr farina 00, 4 uova, 200 gr zucchero, un pizzico di sale, la buccia di un limone non trattato, 3 cucchiai di olio, 1 ½ bicchiere di latte, 1 bustina di lievito per dolci vanigliato, 5 cucchiaia di cacao amaro, mistrà ( un bel bicchierino o anche più, si può anche evitare ma questo liquore regala al dolce un sapore molto particolare)
Granella di zucchero


In una ciotola capiente, montare le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio, il latte, la farina, la buccia del limone, il sale, il mistrà e il lievito.
Amalgamare bene fino ad ottenere un composto morbido e omogeneo

Prendere lo stampo, oliarlo e poi infarinarlo.
Versare metà del composto nello stampo.

Aggiungere al restante composto il cacao e un pò di latte, amalgamare bene e versare nello stampo.

Cospargere la superficie con granella di zucchero.

Far cuocere in forno già caldo a 180° per circa 45’ controllare con uno stecchino verso fine cottura per regolarsi quando è il momento di sfornare.

Sfornare, dopo qualche minuto togliere il dolce dallo stampo, adagiare su di una griglia e far raffreddare.

Da piccolina nn resistevo e lo mangiavo caldo caldo con tanta nutella!

martedì 13 ottobre 2009

Crostata di ricotta...in una calda domenica d’autunno

Nella penombra della casa ancora addormentata, tenui raggi di sole annunciano la bella giornata che ci aspetta.
Indugiare un po’ sotto le coperte per gustarsi un dolce, lento risveglio e poi via a godersi questa calda domenica di autunno.

La campagna ci accoglie vestita a festa con i caldi colori delle foglie, il cielo azzurro, il sole …!


In un angolo, dei dolci micini giocano ma avvertono subito qualcosa e in meno di un secondo, con il loro sguardo attento, cercano di capire da quale parte sia meglio scappare!


Coccolati dai tiepidi raggi del sole restiamo all’aria aperta ...
...un buon libro e per qualche ora ce ne andiamo in mondi lontani … leggere, immaginare, sognare

Il sole ci saluta ricordandoci che è arrivata l’ora di darsi da fare, tra un po’ arriveranno amici per passare una serata in allegria
Andiamo a far provvista di legna per il fuoco che scalderà la nostra serata e di erbe aromatiche che insaporiranno la nostra grigliata.
Tutto è pronto!
Quattro chiacchiere intorno al fuoco che scoppiettando ci regala magiche sensazioni

Si cena, si ride, si scherza e si ricorda!
Il calore del fuoco ci accompagna per tutta la sera scaldando i cuori. Raccolti intorno al suo tepore, lontani ricordi riaffiorano dolcemente

e dolcemente un sapore antico accompagna questa serata quasi d’altri tempi, i tempi in cui le nostre nonne, i nostri genitori ma anche noi ce ne stavamo in cerchio intorno ad un fuoco a chiacchierare, ricordare, amare!

La crostata di ricotta
perfetta conclusione di una cena dal sapore genuino con pane di montagna e salumi fatti a casa come una volta (grazie Lorenzo per questo graditissimo regalo!!!) ...

Adoro questa crostata. Ogni passeggiata in montagna nn può nn terminare con una bella fetta di questa delizia.
Appena entro nelle piccole botteghe di montagna il mio sguardo scorre veloce su tutti i prodotti ben conservati nel banco frigo fin quando nn appare quella preparazione di pasta ripiena con morbida ricotta resa ancor più deliziosa da uvetta e cioccolato.

La più buona?! Quella di mia mamma (ovviamente:P! sarò di parte?!)
Seguo sempre la sua ricetta ed è sempre una delizia!
Preparata il giorno precedente è ancor più buona
Ingredienti
Base
: 300 gr farina 00, 100 gr burro, 2 uova, 150 gr zucchero, succo di mezzo limone, 3 cucchiaini di lievito in polvere per dolci
Ripieno: 150 gr zucchero, 500 gr ricotta, 2 tuorli, 50-70 gr cioccolato al latte, 80-100 gr uvetta, limone non trattato, vanillina

Stampo a cerniera da 22 cm


In una ciotolina mettere a bagno in acqua tiepida l’uvetta per una mezz’ora.
In una ciotola preparare il ripieno. Con una forchetta lavorare la ricotta con lo zucchero e i tuorli fino a raggiungere un composto omogeneo e cremoso. Aggiungere la vanillina, l’uvetta ben strizzata e asciugata, la cioccolata a pezzi e il succo di limone.
Riporre in frigo.

Preparare la base amalgamando la farina con il burro tagliato a pezzetti. Aggiungere lo zucchero e le uova, la buccia grattugiata del limone e il lievito. Lavorare gli ingredienti fino ad ottenere un composto morbido ed omogeneo.

Stendere (spolverando con un po’ di farina per evitare che si appiccichi la pasta al mattarello)metà della pasta ottenuta su carta forno ( la pasta dovrà coprire per qualche centimetro il bordo dello stampo) e trasferire nello stampo con la carta su cui si è stesa.
Riempire con il composto di ricotta.
Con la restante pasta, stendere con l’aiuto della farina una sfoglia e ricavarne delle strisce per formare la griglia e il bordo.

Far cuocere in forno già caldo a 180° (statico - nella parte centrale) per circa 40-50’ o cmq fino a leggera doratura.
Sfornare.
Quando sarà tiepida, togliere delicatamente dallo stampo, adagiare su di una griglia e far raffreddare.
Riporre in frigo per l‘intera notte.

Togliere dal frigo almeno mezz'ora prima di servire.

 



Con questa ricetta partecipo alla raccolta

venerdì 9 ottobre 2009

Maga Cacao...in una sera d'ottobre



Aprire la porta e ritrovarsi in un piccolo mondo incantato!
Le luci soffuse, la musica, il dolce inebriante profumo di cioccolato, caffè, cacao, tè, spezie...

Amo questo locale, intimo, raccolto, in cui provare dolci sensazioni assaporando calde tazze di cioccolata, fumanti tazze di tè ed infusi, caraibici rum, golosi cioccolatini e biscottini, gustose praline, meravigliose fette di torte ...

Ogni volta che sono qui sembro una bimba sotto l'albero di Natale, guardo e riguardo, mi sembra sempre nuovo, sempre più bello, sempre più magico!!!

Un luogo unico che rende speciale ogni mio momento passato lì, seduta ad un tavolino, ascoltando musica, gustando un tè ...

e per le occasioni speciali anche una cena a lume di candela

Ed eccoci per l'occasione speciale! il compleanno di Sa!


Per gustare le irresistibili golosità
abbiamo scelto un tavolino sotto le stelle!





mercoledì 7 ottobre 2009

Magic cake


In questo giorno, come in ogni altro, vorrei regalarti le stelle, la luna, il sole, il mare, il mondo, vorrei regalarti tutto quello che desideri per vederti sempre felice!

Per festeggiare, una piccola torta super golosa:)

Ingredienti
Base chiara: ricetta della torta paradiso di Laura (dimezzando le dosi)
50 gr burro, 45 gr zucchero, 2 uova, 25 gr farina 00, 35 gr fecola di patate, 2 cucchiaini di lievito per dolci vanigliato, sale
Base scura: ricetta della torta al cioccolato di Anna, (dimezzando le dosi e con qualche modifica)
75 gr cioccolato fondente, 60 gr burro, 50 gr zucchero, 75 gr farina, 75 latte, 2 uova, 1/2 bustina di lievito per dolci vanigliato
Crema al pistacchio: 2 tuorli, 60 gr zucchero, 20 gr zucchero di canna, 80 gr farina di pistacchi, 30 gr farina
Crema al mascarpone: 1 uovo, 500 gr mascarpone, 2-3 cucchiai zucchero
Croccante alle mandorle: 50 gr mandorle, 50 gr zucchero
Qualche meringa


il giorno precedente ho preparato le basi

Base chiara: lavorare il burro con lo zucchero, aggiungere le uova e gli altri ingredienti facendo amalgamare bene.
Versare il composto ottenuto in una piccola tortiera rivestita di carta forno. Cuocere in forno già caldo a 170-180 per circa 30' controllando con lo stecchino.
Sfornare il dolce, attendere alcuni minuti e trasferirlo su di una griglia per far raffreddare.

Base scura: montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Scaldare il latte e sciogliervi il cioccolato a pezzi e far stiepidire. Al composto di uova aggiungere il burro a pezzetti, il latte con la cioccolata sciolta e tutti gli altri ingredienti. Amalgamare bene.
Versare il composto ottenuto in una piccola tortiera rivestita con carta forno.
Cuocere in forno a 180° per circa 40'-45' ( regolarsi provando con lo stecchino)
Sfornare, attendere qualche minuto, adagiare il dolce su di una griglia e far raffreddare

Crema al pistacchio: ridurre i pistacchi in polvere passandoli al mixer.
Scaldare il latte. Montare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e i pistacchi (lasciandone un pò da parte per decorare la torta) amalgamare ed infine aggiungere pian piano il latte.
Cuocere per alcuni minuti su fuoco basso, girando sempre con un cucchiaio e nn facendo mai raggiungere il bollore.
Far raffreddare girando di tanto in tanto.

Crema al mascarpone: montare l'uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto bianco e spumoso. Amalgamare il mascarpone.

Crema al mascarpone e mandorle caramellate: prendere un terzo della crema al mascarpone ed amalgamarvi croccante alle mandorle ridotto a pezzettini (lasciarne un pò da parte per decorare la torta)

Croccante alle mandorle: far tostare le mandorle in forno ( 50-60° fin quando nn saranno croccanti)
In un pentolino sciogliere lo zucchero, quando lo zucchero inizierà a colorarsi aggiungere le mandorle e far caramellare girando.
Trasferire il composto ottenuto su di un piano di marmo e far raffreddare
( per questo devo dire grazie a mia mamma e mio fratello, tutto merito loro)

Comporre il dolce
Tagliare le basi, ricavare due dischi dalla pasta scura (ne avanzerà un pò per piccoli assaggi in fase di composizione:) e tre dischi di pasta bianca.
Nel piatto di servizio spalmare qualche cucchiaio di crema al pistacchio.
Adagiare uno strato di pasta bianca e spalmarvi la crema al mascarpone e mandorle caramellate.
Adagiare uno strato di pasta scura e spalmare la crema al pistacchio.
Proseguire con uno strato di pasta chiara e spalmare la crema al mascarpone.
Adagiare lo strato scuro e spalmare la crema al pistacchio e meringa.
Terminare con lo strato bianco e ricoprire l'intero dolce con la crema al mascarpone.
Mettere in frigo
Al momento di servire decorare con briciole di meringa, pezzetti di croccante e polvere di pistacchio




e la magia è servita:)



con questa ricettina partecipo al contest di Antonella



venerdì 2 ottobre 2009

benvenuto autunno...


Fin da piccolina adoro leggere, circondarmi di libri, entrare in libreria e sentire quel meraviglioso profumo!
Due libri in particolare mi accompagnano da sempre, erano qui in casa già prima che io nascessi.
Sono due bellissimi libri di scuola di mia mamma che lei ha conservato gelosamente da allora.
Sono zeppi di poesie, racconti, fiabe, leggende e meravigliosi disegni.
Ricordo che da piccolina per paura di rovinarli li sfogliavo con moltissima attenzione ed eccoli ancora qui con me!
Con i loro racconti scandiscono il susseguirsi delle stagioni ed io sono sempre lì puntuale a leggere con emozione come fosse la prima volta.

e così me ne vado sul letto, con le gambe incrociate, il prezioso libro ed ecco il mio benvenuto all'autunno
Il mese incantato
Ottobre tornava verso casa con un paniere di fichi ben maturi in
capo, e con le mani piene di bei grappoli d’uva.
Incontrò per via la vecchia Estate ospite dell’Autunno.


Veramente essa doveva essere già partita dal 21 settembre, ma ghiotta dei bei frutti che ancora dovevano maturare, si era raccomandata all’Autunno.
- Tiemmi ancora con te, - gli aveva detto supplicandolo, - cercherò di esserti utile; ti regalerò qualche raggio di bel sole tra i tuoi giorni piovosi.
L’Autunno, bonario e anche un po’ indolente, aveva acconsentito:
- Resta pure, ma non ti far troppo vedere, altrimenti la gente crederà che le leggi del calendario siano cambiate. Stà sull’aia e prendi cura di queste pannocchie tardive.Ma l’Estate ogni tanto faceva qualche scappata nei campi, ghiotta
dell’uva e dei fichi.
Quando incontrò Ottobre carico di questi frutti, sentì venirsi l’acquolina in bocca.
- Ottobrino caro, - disse con la sua voce calda e persuasiva, - mi regali codesto paniere di fichi e i grappoli d’uva che hai in mano?- Mi dispiace, - rispose Ottobre soffermandosi, - ma devo portare questa roba a casa. Tu sai come queste frutta siano le ultime dell’anno. Bisogna pensare ai giorni magri. Con i fichi faremo la confettura per le merende e i grappoli li attaccheremo alla trave perché durino a lungo.
- Ottobrino caro, non mi dire di no Vedi come sono vecchia. Ho bisogno di nutrimento. Tu invece sei giovane e bello.
Ottobre sapeva di non essere bello, anzi credeva di essere bruttino.
- Non mi fare complimenti fuori luogo, - disse alla vecchia Estate, la quale si fece più insinuante e continuò:
- Tu saresti invece un mese bellissimo. Sai perché non brilli sui tuoi fratelli? Perché sei vestito male. L’Autunno ti manda in giro come uno straccione, scalzo e rattoppato.
Ma se tu mi regalassi i tuoi frutti, io ti farei in compenso un bel vestito nuovo. Hai visto come sono ornati i miei mesi? Hai visto Luglio vestito tutto d’oro? E Agosto ricoperto di damasco viola? E Settembre vestito di raso celeste? Con poco farei anche a te un vestito bellissimo, se tu fossi gentile con me.
Ottobre era un contadinesco inesperto. Credette alle parole della vecchia Estate e fu preso dall’ambizione di un bel vestito nuovo.
- Tieni, - disse passando nelle mani dell’Estate i grappoli d’uva, - Bada però, che voglio un vestito meraviglioso.Così dicendo si tolse dal capo la cesta di fichi e la donò all’Estate.
- Stanotte, - gli promise la vecchia stagione, - lavorerò per te.

Ma durante la notte invece di cucirgli un vestito nuovo, l’Estate ritinse all’Ottobre i suoi poveri cenci. Li tuffò in un bel color giallo arancione, poi in un rosso sangue, in un viola caldo. Con le foglie gialle dei pioppi compose una trina; con quelle rugginose delle quercie fece risvolte e gale.

Quando Ottobre svegliandosi vide ai piedi del letto quel vestito pieno di bei colori credette davvero che fosse nuovo. Lo indossò in fretta e uscì fuori impaziente di farsi vedere.
Così rivestito pareva una fiamma. I colori erano anche troppo accesi, ma Ottobre preferiva i colori violenti a quelli smorti.
- Che bel vestito! - cantavano gli uccelli di passo, ma seguitavano il loro viaggio.
- Perché non vi fermate? - gridò Ottobre - Vedete come son bello!- Il tuo vestito è bello, ma non dura, - gli risposero gli uccelli migratori, rigando il cielo.
- Come non dura? E’ nuovo! Me lo ha fatto l’Estate stanotte.
Gli uccelli non risposero, perché impegnati a lottare contro il vento che scendeva dai monti.
- Vieni pure, vento, - disse Ottobre gonfiando il petto. - Non ti temo. Ho il mio vestito nuovo.

Ma quando il vento lo investì,



le foglie secche volarono via, i piccìoli aridi si staccarono. Con un rumore aspro il vecchio vestito ritinto andò in pezzi e il povero Ottobre rimase nudo a tremare e a piangere dell’inganno che gli era stato fatto.
Corse a cercare la vecchia Estate. Era partita per sempre, lasciando i campi spogli e senza frutta, gialli di foglie morte, rossi di foglie secche.
P. Bargellini
brano e immagini tratti da
Sorrisi
corso di letture per le scuole elementari
classe 5^
L. 750
Per regalarsi un momento di dolce lettura


crostata
con confettura di fichi


la base della crostata dal quadernino delle ricette di mia mamma
tra le tantissime ricette di crostate che ci sono ho scelto la seconda (grosso errore, poi capirete perchè)

Ingredienti:
200 gr farina, 25 gr zucchero, 100 gr burro, 1 pizzico di sale, 2 rossi d'uovo e lievito in polvere
Impastare il tutto poi stendere mettere la marmellata e fomare la griglia sopra poi cuocere in forno per 30 minuti a 200°.

Questo è quanto scritto sul quadernino

All'inizio ero un pò perplessa, poi impastando la situazione è peggiorata, avevo un mucchio di sabbia tra le mani, ho chiamato mamma per avere qualche delucidazione ma lei che impasta e sforna tantissime prelibatezze questa ricetta nn se la ricorda proprio,
così io le ho spiegato che volevo fare la crostata di quando ero piccola, quella si che la ricorda!ma la ricetta non è quella che ho scelto io:(
la ricetta della buonissima crostata di quando ero piccolina era la prima segnata nel quadernino!sarà per la prossima volta!

ho aggiunto un pò di latte e la pasta si è amalgamata:)

Al primo morso la base sembra un pò sabbiosa ma poi è buona buona:))!

grazie mamma
questo post è tutto per te!!!!

giovedì 1 ottobre 2009

Grazie Federica!!!



Un viaggio in una terra lontana ci ha fatto incontrare!
il mio viaggio in Marocco, lei nn era con me ma grazie alla rubrica Viaggi e ricette di Elena ci siamo incontrate ed ora eccoci qui!!
giorno dopo giorno ci si racconta, ci si scopre in questa magica stramba vita di blogger:)

Una mattina come tante altre
Io, la solita pigrona, mi ritrovo fuori dal letto senza sapere neppure come, per continuare a dormire in piedi fino a quando nn assaporo un cappuccino o fino a quando nn passano almeno un paio d'ore dal finto risveglio:)

ma questa mattina è diversa dalle altre!

Una busta è lì per me, il sonno è spazzato via in un secondo!
Che emozione!!!!cosa sarà??!!!!

Prendo la busta tra le mani, che emozione pensare che qll busta arriva dalla cara, carissima, fantastica Federica!!!

Non potevo credere ai miei occhi!!!un librooooo!!!!adoro i libri!!nn potrei vivere senza!!!
Che sorpresa!che magnifica sorpresa! e pensare che una volta mi aveva anche chiesto se lo avevo letto ma nn avrei immaginato di ritrovarmelo tra le mani grazie a lei:)!!


Caffè Babilonia!
La storia di tre sorelle, tre ragazze persiane, arrivate in un piccolo villaggio dell'Irlanda pronte a regalare magiche sensazioni con le loro ricette speziate:)

grazie di cuore Federica!!!!!